Ci sono luoghi che sembrano destinati a diventare crocevia. Non soltanto di persone, ma di idee. Foligno lo è da oltre duemila anni. Città nel cuore geografico della penisola italiana, è stata fin dall’epoca romana uno dei principali snodi commerciali del Paese e nel Medioevo uno dei mercati più importanti d’Europa.
Da qui transitavano uomini, merci, culture e conoscenze. Oggi quella stessa vocazione all’incontro rivive in una forma diversa e altrettanto significativa: il Festival di Medicina Integrata. Nato otto anni fa come Festival di Medicina Tradizionale e successivamente evolutosi nell’attuale Festival di Medicina Integrata, l’evento rappresenta uno dei primi appuntamenti italiani dedicati al confronto tra medicina convenzionale, medicine tradizionali provenienti da diverse culture, pratiche complementari e discipline orientate al benessere della persona. Quando il Festival vide la luce, parlare di medicina integrata in Italia era ancora poco comune.
La medicina ospedaliera e quella territoriale erano naturalmente orientate verso l’approccio allopatico, mentre discipline come la medicina tradizionale cinese, l’Ayurveda, lo yoga terapeutico, il Tai Chi, il Qi Gong, la meditazione o l’utilizzo delle campane tibetane erano conosciute soprattutto in ambiti specialistici o all’interno del mondo olistico. L’idea degli organizzatori non è mai stata quella di contrapporre modelli differenti di cura, bensì creare uno spazio di dialogo. Perché la medicina integrata, nella sua definizione più moderna, non significa sostituire la medicina basata sulle evidenze con pratiche alternative, ma favorire un confronto multidisciplinare in cui la persona venga considerata nella sua globalità: corpo, mente, emozioni, relazioni, ambiente e stile di vita.
Una visione che oggi trova sempre maggiore attenzione anche in numerosi contesti internazionali, dove temi come la prevenzione, la qualità della vita, la gestione dello stress, l’attività fisica adattata, l’alimentazione e il benessere psicologico vengono integrati nei percorsi di cura accanto ai trattamenti medici consolidati.
Perché proprio Foligno? La scelta della città non è stata casuale. Portare un festival dedicato all’integrazione delle conoscenze mediche in una grande metropoli sarebbe stato probabilmente più semplice. Scegliere Foligno ha significato invece lanciare una sfida culturale.
L’Umbria rappresenta un territorio fortemente legato alla tradizione della medicina convenzionale e, almeno agli inizi del progetto, meno esposto rispetto ad altre realtà italiane o europee alle discipline provenienti dall’Oriente e alle pratiche complementari. Proprio per questo Foligno è diventata il luogo ideale. Un luogo nel quale favorire il confronto, stimolare la curiosità e offrire occasioni di approfondimento senza pregiudizi, mettendo attorno allo stesso tavolo medici, ricercatori, psicologi, fisioterapisti, operatori del benessere, insegnanti di discipline orientali e cittadini. La sua posizione geografica, inoltre, continua a renderla facilmente raggiungibile da ogni parte d’Italia, confermando quella naturale vocazione all’incontro che accompagna la città fin dall’antichità. Nel 2024, infatti, il Festival ha attraversato i confini italiani approdando a Gran Canaria, dando vita a un’edizione internazionale che ha consolidato il dialogo tra professionisti italiani e spagnoli. Un passaggio naturale verso un contesto culturale in cui la medicina integrata gode di una diffusione e di un riconoscimento più ampi rispetto a quanto storicamente avvenuto nel nostro Paese.
Di Cristiana Mariani
SITOGRAFIA
www.ansa.it
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