I bambini imparano dagli adulti, imitando i loro comportamenti, diventa quindi fondamentale dare il buon esempio e spiegare loro come gestire situazioni di rabbia e frustrazione.
Il modo migliore per insegnare ai bambini come affrontare la rabbia è quello di mostrare loro come gestiamo noi le emozioni quando ci sentiamo arrabbiati.
Affrontare le situazioni conflittuali in maniera costruttiva, incanalare la rabbia che è una energia potente.
Se si perde la calma si può riprendere in un secondo momento il discorso con i propri figli, discutendo su quello che si sarebbe dovuto fare, invece di perdere la calma, chiedere anche scusa e far capire loro che prendersi del tempo per riflettere sull’accaduto è importante per gestire l’impulsività.
Gli adulti devono aiutare i bambini a regolare gli impulsi. Il contenimento, sia verbale che fisico, serve molto nei casi in cui il bambino non riesce a calmarsi.
Ecco alcuni consigli per affrontare la rabbia dei propri bambini:
- Riconoscere e sintonizzarsi con l’intensità delle emozioni.
L’empatia, la comprensione profonda di ciò che sta provando il bambino, e un comportamento consono alla situazione, può aiutare a dare un senso a ciò che sta avvenendo. Ad esempio si può dire, con tono calmo e fermo: “Capisco che sei molto arrabbiato perché non ti ho permesso di mangiare la cioccolata”.
- Convalidare l’esperienza e dare voce alla loro emozione, serve al bambino per sentirsi riconosciuto e compreso. E’ importante aiutare il bambino a stabilire una connessione tra emozioni e parole, cosa per loro difficile nella fase del ciclo di vita che stanno attraversano e a non farli sentire soli, sbagliati e abbandonati. Ad esempio si può dire “Quando Angela ti ha preso in giro ti sei sentito stupido e hai provato vergogna, vero? Deve averti fatto proprio male”. Dare voce alle loro emozioni.
- Contenere i bambini e le loro emozioni. L’ adulto deve mostrarsi calmo, forte, deciso e contenitivo, non deve avere paura, sentirsi inadeguato o insicuro quando i figli sono difficilmente contenibili, aggressivi e respingenti. Il contenimento fisico e verbale da parte dell’adulto, è fondamentale per consentire al bambino di elaborare la sofferenza e offre quei confini di cui hanno bisogno. In questi casi può essere utile prendere in braccio i bambini mostrando così la propria presenza solidale e protettiva.
- Calmare. I genitori possono calmare i loro figli se sentono di poter gestire la situazione con sicurezza e tenerezza.
Il contatto fisico fa sentire i figli protetti e sicuri.
Come affrontare la rabbia dei bambini dopo il momento di esplosione
- E’ importante aiutare i bambini ad esprimere la rabbia senza diventare aggressivi e impulsivi, disegnandola o giocando, scaricandola in maniera creativa, vivendola come un’emozione che si può gestire, pensando alle strategie più efficaci per poterla gestire alla meglio anche in futuro. Il genitore o la figura educativa di riferimento sostiene il bambino nella gestione di questa emozione anche a posteriori, per capirla e non spaventarsi grazie alla calma.
- Riprendere il momento di rabbia. Ricordare, insieme all’adulto l’episodio, ripensare alle cause e alle conseguenze, esprimere ciò che hanno vissuto, non solo verbalmente, ma anche e soprattutto con il gioco e il disegno, tecniche molto più congeniali al bambino, li aiuta ad integrare pensieri ed emozioni e a non sentirsi soli, ma compresi ed accettati.
- Insegnare la “tecnica dell’emergenza”. Può essere utile concordare con i bambini un segnale utile per indicare ai genitori quando sta per esplodere la rabbia. Ad esempio si può estrarre un cartellino rosso, o altro… Ciò permette al bambino il riconoscimento del proprio stato emotivo e la conseguente possibilità di gestire lo stesso, senza sentirsi vittima passiva di uno stato che viaggia da solo.
- Pensare a strategie alternative alla rabbia. E’ possibile pensare insieme strategie alternative e creative che permettono una gestione molto più efficace della situazione stressante.
- Utilizzare le storie. Leggere con i figli delle storie specifiche su questo tema, o aiutarli a mettere in scena, scrivere, disegnare una storia di rabbia e trovare da soli una modalità per gestirla.
- Rivolgersi ad una psicoterapeuta I genitori, che hanno difficoltà a gestire la rabbia dei propri figli, possono chiedere il sostegno ad una psicoterapeuta esperta in educazione alla genitorialità, che se riterrà opportuno, convocherà in terapia anche il o i figli.
- La rabbia deriva dalla frustrazione, dalla delusione, dall’insicurezza, dalla bassa autostima, dalle paure dell’io che i bambini non sempre riescono a riconoscere e quindi a gestire.
- Riconoscere ed esprimere il proprio vissuto è fondamentale per riprendere il controllo delle azioni.
La meditazione, insegnata a scuola o a casa, può essere un’esperienza molto illuminante per i bambini.
Li aiuta a sviluppare una maggiore consapevolezza, a gestire meglio le emozioni, migliora la concentrazione, imparano ad affrontare con più serenità ed equilibrio le situazioni difficili o i conflitti, imparano a rilassarsi e a migliorare la relazione con se stessi e con gli altri.




