La spiritualità al femminile

Perché parlare di spiritualità al femminile? È differente da quella maschile? E se sì in cosa?


Yogi Bhajan, Maestro di Kundalini Yoga e Gatka, considera la donna come un essere dieci volte più potente dell’uomo, intrinsecamente sacro, intuitivo e legato all’Infinito. La donna possiede una capacità energetica e spirituale immensa, definita come 10 volte superiore a quella maschile sul piano della proiezione mentale e della resistenza. Rappresenta l’incarnazione terrena dell’ Adi Shakti, la forza creatrice dell’universo; ogni donna è vista come una guaritrice e una nutrice naturale. La donna non deve essere consigliata, ma risvegliata, l’intuizione è già parte di lei, è immediata e profonda; la grazia è il suo dono, la connette con il divino. Mentre la coscienza pura (spesso identificata con la figura maschile di Shiva) rimane immobile e non manifesta, è la Shakti che dà forma al pensiero, sostanza al vuoto e vita alla materia.

L’ Adi Shakti affonda le sue radici nei testi più antichi dell’India, i Veda e trova la sua massima espressione nei Purana e nei testi della tradizione tantrica.

Secondo la cosmologia induista, all’inizio dei tempi esisteva solo il vuoto assoluto. Da questo vuoto emerse un desiderio primordiale di espansione. Adi Shakti è quel desiderio che si fa azione. Nel Simbolismo del Femminile Sacro la polarità dell’universo si esprime attraverso il binomio Shiva-Shakti:
Shiva rappresenta la consapevolezza silenziosa, immobile, incarna la saggezza, la calma e la stabilità.
Shakti è il potere attivo, manifesto e in movimento, la forza creatrice che anima ogni cosa nella natura e nella materia, l’energia che danza, il suono, la luce, la cellula che si divide. Incarna la vitalità, l’intuizione, la passione e il cambiamento.

Non possono esistere l’uno senza l’ altra. Senza Shakti, Shiva non ha potere di espressione. Senza Shiva, Shakti è energia caotica senza direzione. L’integrazione di Adi Shakti nella propria vita quotidiana permette di bilanciare queste due forze, portando la nostra intuizione (femminile) a guidare la nostra azione nel mondo (maschile).

Anche nel Cristianesimo troviamo alcune donne alla ricerca di se stessa e della liberazione attraverso la spiritualità. Una spiritualità non mediata dall’uomo, non subalterna all’uomo, donne non più oppresse e vittime di un sistema patriarcale, ma libere di vivere la spiritualità al femminile, con passione, devozione, esprimendosi anche con il corpo, tempio Sacro su questa terra. Gesù aveva anche discepole e apostole donne, e non erano certo sottomesse o inferiori agli apostoli maschi. Nell’Antico Testamento Miriam canta e danza la Gloria di Dio con Mosè e Aronne. È portavoce del popolo ebraico, appare con le bande di ebrei in fuga, alla conquista della libertà. Il suo rapporto con Jahweh non è mediato attraverso l’uomo, ma è immediato. Miriam, l’ispirata, la profetessa è all’origine della manifestazione.

La stessa Chiara d’Assisi, autonoma e ispirata, sfiderà la cultura dell’epoca che l’avrebbe voluta sposa e madre e raggiungerà Francesco, per poi nel tempo fondere un suo ordine religioso. Donna responsabile della propria vita, forte e ispirata, protagonista della storia del suo tempo.

Maria Teresa Porcile Santiso, teologa Uruguayana ha l’ardire di reinterpretare controcorrente il libro primo della Genesi, sostenendo che se la donna è stata creata per seconda, a parer suo è perché Dio ha voluto che fosse un essere umano più perfetto dell’uomo, che dovrà svegliare l’uomo dal suo sonno narcisistico, per aiutarlo a divenire consapevole di se stesso e della propria missione.

La spiritualità delle donne nella Chiesa cattolica, secondo Marie-Andree Roy, è colonizzata, colpita da amnesia e analfabeta. Sottomesse da secoli a un’autorità e a un verbo maschili, le donne hanno perso le loro tracce spirituali, e sono costrette sia a ritrovare la loro memoria, sia a de-programmare quella che è stata loro imposta. Devono pure scoprire parole, gesti, simboli che esprimano e mettano in scena la loro vita in ciò che le è proprio, per poterla celebrare, sole o insieme.

Bibliografia


Bhajan, Yogi, Io sono una donna, creativa, Sacra e invincibile, Roma, Yoga Jap, 2016
Irigaray, Luce, Il respiro delle donne, Milano, Il saggiatore, 1997

Shiva e Shakti danzano insieme in un vortice cosmico sopra un fiore di loto luminoso.

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