Lo Shiatsu Namikoshi non è solo un massaggio, bensì una tecnica corporea manuale basata su pressioni, mobilizzazioni, e trazioni con il palmo della mano e con le dita (principalmente con i pollici), utilizzata per prevenire e curare disturbi di vario tipo, stimolando le capacità di recupero naturali dell’organismo.
Tali pressioni, esercitate su circa 700 punti (in giapponese tsubo) del corpo, spesso in corrispondenza dei canali energetici della MTC (Medicina Tradizionale Cinese), hanno una profonda influenza sui principali sistemi e organi (sistemi cardio–vascolare, muscolare, articolare e nervoso, ed organi ad esso collegati).
La stimolazione del sistema nervoso periferico, che avviene in seguito alle pressioni, determina una netta riduzione della sensibilità al dolore (effetto antalgico dello Shiatsu). Inoltre, le intense e ripetute pressioni stimolano un incremento delle secrezioni ormonali, tanto a livello centrale che periferico (secrezione di oppioidi endogeni).
Quella dello shiatsu è considerata una tecnica di tipo riflesso. Essa si fonda infatti sul concetto che tutto ciò che accade a livello somatico/periferico esercita un’azione a livello viscerale e viceversa (riflesso somato–viscerale e viscero–somatico).
A livello meccanico, la caratteristica fondamentale dello shiatsu è la pratica di digitopressioni lungo tutto il corpo: queste (la parola shi-atsu in giapponese vuol dire pressione con le dita) interrompono per pochi secondi il normale flusso sanguigno, provocando una maggiore irrorazione (vascolarizzazione) dei tessuti sia muscolare che connettivo.
Un’intensa vascolarizzazione aiuta il drenaggio delle tossine accumulatesi nei tessuti ed in particolare nei muscoli, i quali vengono inoltre sottoposti ad una sorta di ginnastica passiva.
Il muscolo, una volta “riscaldato” attraverso gli stimoli del massaggio, si rilassa e diviene più cedevole: questo permette al terapista di allentare eventuali contratture ed intervenire quindi sui problemi posturali e scheletrici della persona trattata.
Il trattamento shiatsu stimola anche la produzione di endorfine, provocando dunque un rilassamento profondo e duraturo. Ciò permette di calmare gli stati d’ansia, di stress, le cui conseguenze si ripercuotono spesso negativamente sulla qualità del sonno.
Un approccio anche dal punto di vista energetico spiega come, secondo la MTC, lo Shiatsu agisca sullo sviluppo di una consapevolezza profonda di noi stessi attraverso un’azione diretta sulla circolazione sanguigna: il sangue, infatti, è veicolo dello Shen, la coscienza, lo spirito o; come diremmo noi occidentali; l’anima.
Il maggior afflusso di sangue in muscoli e organi rimette dunque in circolo un movimento energetico di consapevolezza, intesa come presa di coscienza di sé e dei propri blocchi: non di rado chi intraprende un percorso shiatsu (e sottolineo la parola percorso in un mondo abituato a voler una soluzione immediata a ogni tipo di problema, che sia esso fisico o di altra natura), anche solo per via di una sciatalgia o cervicalgia croniche, si trova infine ad apportare importanti cambiamenti nel proprio assetto esistenziale, come se il corpo, attraverso i sintomi, ci volesse parlare con un linguaggio che possa essere messo in ascolto esclusivamente attraverso le mani sapienti di un terapista che sappia decifrarne i codici.
Il corpo non mente mai, e lo Shiatsu diventa davvero uno strumento sapiente di autoconsapevolezza profonda.
Provare per credere.
Bibliografia:
Beresford-Cooke, Carola, Shiatsu Teoria e Pratica, Milano, Casa Editrice Ambrosiana, 2015
Onoda, Shigeru, Shiatsu Namikoshi Tecnica Ufficiale, Madrid, Aze Shiatsu Editorial, 2017




