Il Kundalini yoga e la psicoterapia

La mia esperienza personale e professionale, sia come psicoterapeuta che come insegnante di Kundalini Yoga, arricchita da diversi studi sulla mente e le sue nevrosi, mi suggerisce che i pazienti nevrotici hanno perso il contatto con la loro frequenza dell’anima, sono intrappolati nelle basse vibrazioni, nelle gabbie dell’ego e nell’illusione di maya.

Preda della mente, dei suoi chiacchiericci continui e del passato, non sono più capaci di connettersi con il sé profondo. Il meccanismo della coazione a ripetere li intrappola in un copione obsoleto che non solo non funziona più, ma che comporta grande sofferenza e dolore. Si somatizza il conflitto, il cui sintomo principale è costituito dall’ansia e dall’angoscia. Le tensioni muscolari e la mancanza di energia parlano di un corpo che non riesce a far fluire l’energia vitale, il Prana, si accartoccia su se stesso, senza linfa.

Tutti i chakra sono disfunzionali, L’ansia non è da considerarsi una nemica, anzi… il messaggio che porta è illuminante, ci dice a gran voce, utilizzando un linguaggio simbolico che c’è qualcosa che dobbiamo modificare nella nostra vita. Può essere una problematica affettiva, lavorativa… Ma di sicuro non ci stiamo più ascoltando, non ci vediamo più, ci siamo allontanati dal nostro vero sé, e l’ansia è lì per ricordarci chi siamo e perché siamo su questa terra. La nostra missione… Ecco perché non va zittita, e resa inerme con gli psicofarmaci, bisogna che ci “risvegli”.

Secondo Yogi Bhajan la nevrosi nasce dalla mancanza di consapevolezza, quando l’individuo si lascia completamente governare dalla propria mente, non centrata e disconnessa dal cuore. Il nevrotico è un individuo arrabbiato, preda della dualità, disonesto con se stesso e con l’altro. Ingarbugliato nella rete della sofferenza, della ripetizione degli schemi disfunzionali, abitudinari, non vede la bellezza del proprio sé, divino e immortale.

Il corpo è il tempio sacro su questa terra, bisogna averne cura, è un microcosmo nel macrocosmo ed è soggetto alle leggi della natura. L’uomo sano è in perfetta armonia con l’infinito e questa armonia si chiama amore.

Nel Kundalini Yoga si lavora con il corpo, con l’energia sottile, con il Prana, con le vibrazioni, con i dieci corpi, con i cinque elementi, con i tre Guna, con i chakra, con l’energia Kundalini, con le idee, con i pensieri, con l’impalpabile, con tutti i sistemi e con tutte le dimensioni dell’individuo, esoterica ed exoterica. Un microcosmo nel macrocosmo, un’esperienza finita nell’infinito, tra terra e cielo, in una vibrazione continua e in una dimensione infinita. Il Kundalini Yoga forniva a Jung, il grande analista, il modello di qualcosa che era quasi completamente assente dalla psicologia occidentale, una descrizione delle fasi di sviluppo di una coscienza più alta. Secondo Hauer il vantaggio del Kundalini Yoga, consisteva nel meditare sul simbolo per ottenere un mutamento psichico e alle volte una vera e propria trasformazione dell’anima. Anche sul tappetino può avvenire la grande trasformazione.

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