La vibrazione cosmica

La vibrazione cosmica

Il suono è un sistema di trasporto di energia e si propaga nell’aria sotto forma di onde. Questa energia quando impatta in un mezzo diverso dall’aria, diviene vibrazione. A seconda del mezzo con cui l’onda entra in contatto, si genereranno fenomeni di interferenza costruttiva o distruttiva, cioè un’amplificazione o una riduzione della vibrazione.

Quando l’interferenza è costruttiva la vibrazione aumenta e si ha la risonanza, cioè una grande energia all’interno del mezzo. Sarà solo il corpo con frequenza analoga a quella risonante, che aumenta la sua vibrazione, non i corpi con vibrazioni diverse.

Il corpo umano non vibra come una massa unica, ma ogni singola parte ha una propria frequenza di risonanza.

La cimatica, disciplina scientifica dimostra che le onde sonore, la vibrazione, quando attraversa la materia la dispone in forme e strutture geometriche complesse. Ciò avviene anche all’interno degli organismi viventi, infatti è noto a molti l’effetto terapeutico del suono e delle vibrazioni sul corpo umano.

Mi viene in mente il suono del gong, la vibrazione cosmica, il suono divino e l’effetto terapeutico che ha sugli esseri umani.

“Il gong è il suono della creatività stessa. Chi suona il gong suona l’universo. Da esso è arrivata tutta la musica, tutti i suoni e tutte le parole. Il suono del gong è il nucleo della Parola” come diceva Yogi Bhajan.

Il suono del gong facilita il rilassamento, ci fa entrare in uno stato meditativo, ci libera dallo stress e dalle paure, pulisce il subconscio, facilita il movimento del Prana (l’energia vitale) attraverso il corpo, per guarire e risvegliare la consapevolezza, per la trasformazione, per il passaggio ad uno stato di coscienza più elevato.

Tutti gli strumenti musicali producono un involucro sonoro quando vengono suonati. Esso consiste nel suono iniziale generato quando viene preparato per suonare e poi dall’accompagnare la flessione del suono nel tempo.

La maggior parte degli strumenti ha una flessione sonora prevedibile dopo il suono iniziale. Il ciclo di attacco e declino dell’involucro sonoro di uno strumento determina il modo in cui l’ascoltatore fa esperienza della vibrazione.

L’involucro sonoro del gong è imprevedibile, non lineare e trans-spaziale.

Il suono di ritorno del gong veniva descritto da Yogi Bhajan, Maestro di Kundalini Yoga, di Gong e di Gatka come il risuonare. Affermò che “il gong non è il suono, il gong è il risuono”. Prima del risuono non avete alcun potere. Quando andate in montagna e dite una parola, quella eco si propagherà per più di mille volte, per migliaia di miglia. Quello è il potere del suono che risuona o anahad, (il suono senza limiti o confini). Il suono illimitato vibra, crea la luce e crea la vita”, come Yogi Bhajan ricordava.

Ed è proprio questa la capacità che ha il suono del gong, di fermare la mente, di condurre l’ascoltatore in uno stato trascendentale, il punto zero, definito dagli Yogi Shunya, il dolce nulla e primo stadio del Nada Yoga.

Infatti Yogi Bhajan ci dice che ogni elemento dell’Universo è in uno stato costante di vibrazione che si manifesta a noi come luce, suono ed energia. I sensi umani percepiscono solo una frazione dell’infinita gamma di vibrazioni, perciò è difficile capire che la Parola menzionata nella Bibbia è in realtà la totalità della vibrazione che sta alla base di tutta la creazione e la sostiene. Una persona può sintonizzare la propria coscienza alla consapevolezza di quella totalità con l’uso di un mantra. Vibrando a ritmo con il respiro, un particolare suono che è proporzionale al suono creativo, o alla corrente sonora, una persona può espandere la propria sensibilità all’intero spettro della vibrazione. È come far vibrare una nota su uno strumento a corde. In altre parole quando vibrate, l’universo vibra con voi.

Quando meditiamo, con la vibrazione dei Mantra, agiamo sulla mente, alterandone gli schemi, la puliamo, modifichiamo la chimica del cervello, eliminiamo le cattive abitudini, riprogrammiamo la nostra parte più profonda, dove sono radicati gli schemi disfunzionali appresi.

Mantra deriva da man(mente) e trag (onda o proiezione). Mantra è la proiezione creativa della mente attraverso il suono. E qui ci riferiamo ai suoni sacri.

Il Naad Yoga è una scienza. Naad è il suono di base di tutte le lingue, di tutti i tempi. È il codice universale dietro ogni lingua e quindi di ogni comunicazione. Funziona con il movimento della lingua nella bocca. Quando vibriamo un mantra, la lingua tocca gli 84 punti meridiani che si trovano sul palato duro e molle della bocca. Il palato duro si estende dal retro dei denti fino al tessuto morbido che pende dal retro del palato duro. Questi movimenti vanno a stimolare l’ipotalamo, che si trova sotto il talamo nell’asse centrale del cervello. L’ipotalamo è connesso, tramite vasi sanguigni all’ipofisi, la ghiandola maestra del corpo. Inoltre l’ipotalamo regola le funzioni vitali quali la temperatura del corpo, la fame, la sete, il tono dell’umore, le emozioni e la sessualità.

Gli schemi della Shabd Guru, (tecnologia quantistica sonora, suono Maestro che va ad alterare la nostra consapevolezza, rimuovendo le distorsioni dell’ego che ci impediscono di agire a partire dal nostro sé autentico) stimolano l’ipotalamo e il sistema endocrino, cambiando la chimica del cervello, per creare una mente neutra, maggiore intuito e consapevolezza al fine di elevare l’individuo.

Il suono, la vibrazione, che provenga dalla nostra bocca, il canto, la parola o che provenga da uno strumento o da più strumenti musicali, ha un impatto notevole sugli esseri viventi, impatto che può essere positivo, curativo o negativo.

Di seguito riporto un esperimento di alcuni studiosi sull’effetto del suono sulla crescita delle piante.

Nell’esperimento vennero utilizzate 30 piante di rosa, divise in cinque gruppi, esposte per 62 giorni, 60 minuti al giorno all’alba, a diversi tipi di musica: musica classica occidentale, musica classica indiana, canti Vedici e musica rock, mentre il gruppo di controllo fu tenuto nel silenzio. Tutte le piante esposte alla musica, tranne quelle esposte alla musica rock, mostrarono una crescita maggiore rispetto a quelle mantenute nel silenzio. La crescita maggiore si ebbe con i canti Vedici, seguita dalla musica classica Indiana; una crescita inferiore ma significativa si ebbe con la musica classica occidentale, mentre la musica rock si rivelò dannosa per la crescita. Infatti, le piante esposte alla musica rock crescevano in direzione opposta, dirigendosi lontano dalla sorgente sonora e manifestando una fioritura minore, sia in entità che in taglia. Le piante esposte ai canti Vedici e alla musica classica Indiana invece dalla seconda settimana iniziarono a piegarsi verso la sorgente sonora, continuando a crescere in quella direzione, manifestando una fioritura più florida rispetto alle altre. Il volume delle sorgenti sonore era lo stesso per tutti i tipi di musica.

La natura della vibrazione faceva la differenza nella crescita e fioritura delle piante.

Forse per questo nel piccolo orticello che curavo qualche tempo fa le piantine crescevano rigogliose…mi piaceva vibrare i mantra del Kundalini yoga mentre piantavo, zappavo e curavo il tutto.

Come ci ricordava Yogi Bhajan: Siamo energia, vibrazione e se vibri il cosmo, il cosmo ti libererà il cammino.

Bibliografia:

Benton, Mehtab, Gong Yoga, Guarigione e illuminazione attraverso il suono, Roma, Yogajap edizioni, 2014.

Bhajan, Yogi, L’insegnate dell’era dell’aquario, Corso di formazione internazionale del KRI per insegnanti di Kundalini Yoga come insegnato da Yogi Bhajan, traduzione a cura di D’isola Marianna e Mattu Stefania, Roma, IKYTA ITALIA, 2012.

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