Le quattro D: Donna, Diritti, Dignità, Divinità

L’INVOCAZIONE DELLA DONNA

Vedete il vostro potere come donne!
Intrecciate i cieli e spremeteli nel Sé.
Fate di tutti gli oceani una sola goccia
e, da questo, portate il Sé nei venti pranici immortali,
nei quali potete spremere tutte le stelle, i soli e le lune.
E oltre questo c’è uno spazio in cui voi dovete eccellere.
Dio ascolterà la chiamata della donna.
I suoni nei cieli, il mormorio delle foglie,
la musica della brezza, il fragore delle onde,
le nuvole nei cieli e la polvere della terra
tutto in segno di saluto alla chiamata della donna.
Gli angeli, i divini, i saggi, i santi,
esistono per la vera preghiera della donna.
La chiamata della donna può penetrare attraverso i cieli
e oltre tutto lo spazio, nell’infinito di Dio.
Lei è l’unica, l’unico potere abbastanza puro da manifestare Dio sulla Terra.
Questa è la verità e voi dovete farne esperienza.
Tutte le forze di Dio sono obsolete, perché la donna è l’unica forza
viva, vitale e vibrante.
Il suo senso verbale è l’unico senso che è creativo, che è coscienza.

Care figlie di Dio, c’è un lavoro da fare.
Armatevi, allertatevi e mettetevi in moto.
I cieli si inchineranno a voi. Gli angeli verranno. I semidei obbediranno.
Dio Onnipotente vi ascolterà, perché voi siete l’unica via.
Yogi Bhajan, 8 luglio 1985



Recuperiamo la nostra modalità di fare… Politica, economia, relazioni, famiglia, arte, scienza… Il diritto di essere noi stesse, la dignità e il rispetto degli altri.

Non dubitiamo mai della nostra bellezza, della nostra creatività, dei nostri talenti. Non è presunzione sentirsi Divine, sentirsi l’Adi Shakti in azione.

Riempiamo di bellezza, di femminilità e di grazia le nostre giornate e la nostra vita.

Non cerchiamo di assomigliare agli uomini per ottenere il riconoscimento sociale, la nostra forza è nell’essere femminili.

Rimaniamo sempre in contatto con il nostro sé più profondo, diamo forza alla bellezza interiore, alla verità, alla giustizia, alla bontà, all’amore.

Onoriamo il corpo, averne cura significa onorare la sacralità del tempio divino su questa terra.

Quando stiamo bene con noi stesse, in contatto, siamo rilassate ed intuitive, i nostri gesti sono morbidi e aggraziati, lo sguardo è luminoso e la gioia invade il nostro cuore e tutto ciò che ci circonda.

Fidiamoci delle nostre intuizioni, siamo Maestre in questo. Non ascoltiamo le paure create dalla mente e dai retaggi culturali radicati nella società, osiamo, ascoltiamo la nostra pancia, fluiamo nel piacere delle nostre sensazioni, senza vergogna.

Entriamo in contatto e danziamo con i nostri dolori, con le ferite e i “tradimenti” della vita. I traumi, le cicatrici che portiamo, vanno celebrati per poi essere abbandonate; non permettiamo che guidino la nostra vita; decidiamo di abbandonarle come si fa con una danza catartica o con un fuoco purificatore, non le appiccichiamo alla nostra anima, impariamo da esse e poi lasciamole andare.

Usiamo le crisi per crescere, non per deprimerci. Impariamo a comunicare, a esprimerci con chiarezza, senza paura.

Quando siamo libere non cerchiamo più vittime da sacrificare né tiranni da spodestare, né lamenti per comunicare. La leggerezza e la profondità devono caratterizzarci.

Incarniamo il dono dell’amore.



Bibliografia


Bhajan, Yogi,
Io sono una Donna. Creativa, Sacra, Invincibile. Gli insegnamenti di Yogi Bhajan per le donne. Traduzione dall’inglese e adattamento in italiano a cura di Sujan Singh, Nimrita Kaur, Jot Prakash Kaur, Mahanbir Kaur, Siri Akal Kaur, Roma, Yoga Jap, 2016

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