Soccorso Kundalini, il pronto soccorso yogico
Un gruppo di insegnanti, studenti, praticanti di Kundalini Yoga che ogni giorno dell’anno, a turno, senza interruzione, medita e invia energia di aiuto e guarigione a chi sente di averne bisogno.

L’idea si concretizza a luglio dello scorso anno (2024) ispirata ai gruppi di “soccorso rosso” attivi negli anni’70 in Italia: una rete di supporto legale, economico e sanitario rivolta ai militanti della sinistra extraparlamentare e ai detenuti politici che non potevano permettersi una difesa o che subivano quella che veniva percepita come “giustizia borghese”. Grandi avvocati dell’ epoca offrivano il loro patrocinio legale gratuitamente o a tariffe minime, mossi da una forte spinta ideale e politica, e non dal profitto. Oltre agli avvocati, raccoglieva fondi per le famiglie dei carcerati e forniva assistenza medica.


Ieri quindi un soccorso “materiale” e legale per proteggere chi lottava sul piano politico e sociale, oggi un soccorso “energetico” e spirituale per sostenere chi attraversa crisi profonde, malattie e, in generale, sente di aver bisogno di supporto particolare da parte della Sanghat.


L’iniziativa del Soccorso Kundalini nasce dall’esperienza e dalla visione di Guru Shabad Singh Khalsa (Claudio De Santis), una delle figure più autorevoli e storiche nel panorama delle discipline orientali in Italia. Il suo percorso unisce in modo unico la devozione spirituale, la maestria nelle arti marziali e lo spirito di protezione: considerato il più anziano insegnante e uno dei primissimi pionieri del Kundalini Yoga nel nostro Paese, avendo dedicato decenni alla diffusione di questa tecnologia e alla formazione di intere generazioni di insegnanti grazie ai suoi Teacher Trainings, è stato un allievo diretto del maestro Yogi Bhajan (colui che ha introdotto il Kundalini Yoga in Occidente negli anni ’70). Già esperto di arti marziali orientali (con gradi in Judo e Ju Jitsu), Guru Shabad è stato il primo insegnante a introdurre e strutturare il Gatka in Italia, l’antica arte marziale
spirituale dei guerrieri Sikh basata sull’uso della spada e del bastone. Anche per questo ha servito Yogi Bhajan per anni come sua “guardia del corpo” personale, proteggendolo e vivendo a stretto contatto con lui. Chi è stato letteralmente una “guardia del corpo” e un maestro di un’arte marziale nata per difendere le comunità oppresse (il Gatka), oggi mette questa attitudine al servizio di una protezione diversa ma altrettanto importante.


Il legame diretto di Guru Shabad con le origini del Kundalini Yoga ci porta dritti alla fonte di questa tecnologia. È impossibile, infatti, non citare il Maestro Yogi Bhajan, i cui insegnamenti costituiscono la linfa vitale e lo strumento pratico di questa rete di soccorso gratuito.

Per questa meditazione viene utilizzato proprio uno dei pilastri della sua eredità spirituale:

il mantra RA MA DA SA SA SE SO HUNG.

Si tratta di un flusso di otto sillabe che racchiude le energie del Sole, della Luna, della Terra e dell’Infinito, un antico codice sonoro che agisce come potente catalizzatore di guarigione profonda, capace di riequilibrare il corpo energetico e di proiettare una frequenza di profondo sostegno e protezione verso le persone in difficoltà.


Il funzionamento del progetto è semplice: chiunque avverta la necessità di un sostegno — per se stesso, per i propri cari, amici, parenti o anche per i propri animali domestici che stanno attraversando un periodo difficile — può chiedere che il nome venga inserito in una lista dedicata.
A quel punto si attiva una vera e propria staffetta di solidarietà: un gruppo di almeno cinque meditanti si assume l’impegno di portare avanti la meditazione per 40 giorni consecutivi, per poi passare il testimone al gruppo successivo di volontari. Questo passaggio di consegne permette al mantra di essere vibrato ininterrottamente, ogni singolo giorno dell’anno.

Naturalmente, il beneficio di questa pratica va ben oltre i confini di quella lista. Creando una corrente vibrazionale continua, il gruppo alimenta l’Akasha di pensieri elevati e purificanti. Ogni volta che delle persone si uniscono per meditare insieme in nome del benessere, della pace interiore e della solidarietà, inviano input positivi alla coscienza collettiva: ne beneficia così l’intero universo, avvolto da un’onda di guarigione che non conosce barriere.


È proprio questa intenzione comune a rendere la staffetta del Soccorso Kundalini uno scudo collettivo efficace e resistente. In fondo, riprendendo e ampliando una suggestione evangelica, Yogi Bhajan ci ha lasciato una promessa immensa sulla potenza della devozione condivisa dicendo che ”Quando due persone si uniscono per meditare sull’Infinito, io sarò lì come terza persona. Quando tre si uniscono, io sarò la quarta. E quando un gruppo si riunisce, io sarò con loro per sempre”.


Oggi, quella promessa si rinnova attraverso ogni gruppo di volontari che si siede, ritaglia uno spazio nella giornata e vibra all’unisono. Non si è mai soli in quel cerchio: si avverte la guida del Maestro, si percepisce il sostegno della catena d’oro degli insegnanti, si condivide la forza dei compagni di viaggio e ci si affida a un filo invisibile che lega chi invia luce a chi la riceve.

Consuelo Prabhugeet Kaur Antimi

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