Lo Stress: questo “conosciuto” nemico del cuore

Dobbiamo ammetterlo, da quel noto eustress inteso come meravigliosa capacità di adattamento dell’uomo ad affrontare stimoli gestibili con miglioramento delle nostre performance, si vira spesso nella realtà quotidiana a malattie da stress, anche invalidanti, come disturbi gastrointestinali (ulcera da stress, sindrome del colon irritabile), neurologici (cefalea, ansia, depressione), immunologici (psoriasi, dermatiti atopiche) e ovviamente cardiovascolari. 

In condizioni prolungate di stress infatti, il nostro corpo produce autonomamente catecolamine e cortisolo  e attiva i mediatori dell’infiammazione, causando aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, favorendo tachicardie e vasospasmi coronarici, aumentando il rischio trombotico, l’insulino resistenza e l’aterosclerosi.

Ma quali sintomi ci devono allertare? Cardiopalmo (spia di varie aritmie, spesso benigne, come le extrasistoli sopraventricolari isolate, a volte più complesse come la fibrillazione atriale e le tachicardie ventricolari, specie in paziente con substrato organico aritmogeno), cefalee persistenti, vertigini, acufeni, dolore toracico…… E’ ormai ben descritta una specifica cardiomiopatia adrenergica che si manifesta, dopo stress emotivo significativo, specie nelle donne,  come infarto miocardico acuto in genere reversibile, a coronarie prive di placche aterosclerotiche (sindrome di Tako Tsubo), evento che merita terapie specialistiche e attenta osservazione nel tempo.

Allo stress mal gestito, spesso si associano anche comportamenti che peggiorano il rischio cardiovascolare, come fumo, disturbi alimentari, sedentarietà. Come fare quindi a gestire gli stimoli  eccessivi che mettono a rischio la  salute del nostro cuore? Potremmo intanto imparare a gestire con positività i cambiamenti con un adattamento positivo, trovare tempo per curare cio’ che ci piace e ci rasserena, mangiare in modo corretto, praticare attività fisica regolare che ci soddisfa e rivolgersi per aiuti, consigli, prescrizioni, pratiche dolci a chi fa del benessere psico-fisico un target sociale, a più livelli.

Noi medici siamo formati per curare malattie/sintomi ben definiti e fare prevenzione strumentale, ma abbiamo il dovere intellettuale di riconoscere, prevenire e aiutare a superare eventuali disagi emotivi a volte sfumati e nascosti  che potrebbero nel tempo  contribuire a peggiorare la prognosi di quadri clinici noti.  

Concludo con un antico proverbio cinese che potrebbe ispirare tutti noi nei momenti più fragili: “Tensione è chi pensi dovresti essere. Pace è chi sei”.

Dott.ssa Chiara Pontiroli

Dirigente medico presso la UOC Cardiologia/Utic

Ospedale S Camillo de Lellis – Rieti

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